Content Marketing, l’importanza di video e social per il SEO

Definite le linee guida della propria strategia di content marketing, è necessario delineare le modalità attraverso cui generare i propri contenuti. Brightcove in questa infografica dimostra come sia necessario avere dei contenuti che siano facili da condividere sui social network (ricordatevi della link popularity) e ottimizzati per device mobile.

Quindi diciamo che per delineare una strategia vincente, i fattori di maggior successo sono almeno 2:

  1. la tipologia di contenuto che si vuole creare
  2. la condivisibilità del contenuto stesso

In quest’ottica quindi se “content is the king”, è il video ad essere il re dei re. Da una ricerca di Forrester Research risulta che 1 minuto di video, relativamente all’impatto che ha sugli utenti, equivale a circa 3.500 pagine di testo. Potendo farlo, quindi, sarebbe opportuno scegliere questa modalità di comunicazione perché i dati sono decisamente a suo favore: un video ha circa il doppio delle possibilità di essere indicizzato in prima pagina da Google rispetto ad una pagina testuale e più dell’80% degli utenti in 56 paesi guardano video dal PC di casa più di una volta al mese. Inoltre da una ricerca svolta da Video Brewery risulta che il tre quarti dei responsabili marketing guarda almeno una volta alla settimana contenuti video relativi al proprio lavoro e più della metà di questi poi visita il sito dell’azienda che li ha prodotti.

Se da un lato quindi sembrerebbe più efficace gestire i propri contenuti in formato video, anche la socializzazione dei contenuti riveste un ruolo fondamentale per il successo della propria strategia, proprio perché più un contenuto viene condiviso più Google lo reputa rilevante e lo indicizza meglio come spiegato qui. Secondo Content Plus più della metà delle aziende che hanno pianificato azioni di comunicazione sui social media è soddisfatta dei risultati ottenuti e afferma con certezza che i social hanno rivestito un ruolo fondamentale nel successo della loro iniziativa di marketing. Queste stesse aziende affermano che nell’anno a venire aumenteranno con certezza il budget destinato a questo tipo di azioni.

Ma quali social scegliere? La piattaforma, o le piattaforme, da scegliere è strettamente correlata alla tipologia del proprio business: quello che bisogna evitare è seguire le mode e non pianificare. Ad esempio, avere una pagina di Facebook solo perché ce l’hanno tutti non ha senso anzi, se non viene correttamente alimentata di contenuti o se il proprio target è poco presente sul media, i suoi effetti possono essere addirittura controproducenti. In ogni caso, statisticamente il miglior social per il content sharing è Twitter, seguito a ruota da Facebook. Secondo Zmags circa l’80% dei contenuti viene visualizzato tramite i social media e le 3 azioni più coinvolgenti per i consumatori sono:

  1. l’iscrizione ad un concorso
  2. leggere una DEM o una newletter
  3. fare un “like” su una pagina facebook.

Luca Bizzarri