Il mio sito è ben indicizzato? Scoprilo con un semplice esercizio in Google.

Quante volte voi o il vostro marketing vi siete chiesti come Google legga e restituisca all’utente informazioni su di voi o la vostra azienda? Introduciamo qui l’argomento ma prima di continuare, tutti sappiamo cosa significhino indicizzazione, query e keyword?

Le definizioni

Fondamentalmente si tratta di tre parole le cui definizioni sono profondamente interconnesse tra loro:

  1. Indicizzazione è il processo automatico di inserimento, grazie a software dedicati chiamati crawlers (anche robots o spiders) di un sito nel DB di un motore di ricerca
  2. Query (o interrogazione) è il processo di ricerca di un sito che un utente compie al fine di ottenere le informazioni che sta cercando
  3. Keywords (o parole chiave) sono le parole a cui il motore di ricerca ha associato un sito in particolare e secondo le quali lo stesso verrà restituito in seguito ad una query.

L’indicizzazione, cosa significa veramente.

Prima di proseguire, lasciatemi fare un piccola digressione su cosa voglia dire veramente indicizzazione:

Trovare il proprio sito nelle prime posizioni di Google dopo aver cercato il nome della propria azienda non è sinonimo di corretta indicizzazione.

Ho sentito tante aziende soddisfatte dell’indicizzazione del proprio sito perché in Google apparivano nelle prima posizioni digitando come query di ricerca “nomeazienda”. Va da sé che i fattori che entrano in gioco in questo caso sono differenti:

  1. se un cliente cerca la vostra azienda, significa che vi conosce già, ma non è scontato
  2. se un potenziale cliente cerca qualcosa, plausibilmente cercherà “nomeprodotto” piuttosto che il nome dell’azienda che lo produce
  3. cercando “nomeazienda” un utente si affida ad una marca in particolare, cosa molto difficile in un’epoca di alta competizione e intensa valutazione delle offerte prima dell’acquisto. Questo può succedere ma solo per brand ad alta rilevanza per gli utenti.
  4. “nomeazienda” può essere un nome poco comune, quindi potremmo avere pochi altri risultati affini alla query di ricerca
  5. spesso “nomeazienda” coincide interamente o in parte con “nomedominio”, il che conta parecchio per Google

È molto probabile quindi che cercando il nome di un’azienda questa appaia nei primi risultati della SERP di Google. Non è però detto che il nome dell’azienda coincida necessariamente con le keyword che un utente utilizzerebbe nella sua ricerca. Per questo bisogna concentrarsi sulle keyword e fare una pesante attività di SEO sul proprio sito in modo da poter in qualche modo dominare il processo (automatico) di indicizzazione. Ma quali sono le keyword più giuste per il mio sito? Possiamo dire in questa sede che bisogna lavorare sulle parole indissolubilmente legate al proprio business, quelle stesse parole che compongono le domande per le quali sto cercando in Google le risposte. 

Un esercizio per valutare la situazione attuale.

A questo punto come facciamo a rispondere alla domanda iniziale e capire quindi se il mio sito è ben indicizzato o no? Rimane solo un esercizio da fare:

  1. Analisi del Target: Cercare di capire, mettendosi nei suoi panni, il nostro consumatore (attuale o potenziale)
  2. Analisi dell’Offerta: Pensare ai propri prodotti o servizi (e non alla propria azienda) e inserirli in un contesto
  3. Definizione dell’Offerta: Scrivere in Google le prime 5/10 parole che meglio descrivono la nostra offerta in relazione al mondo che la circonda
  4. Definizione del peso delle parole: cercate di stabilire un ordine di importanza per ogni parola, stabilendo una gerarchia
  5. Valutazione dei risultati

Per essere più chiari, vi faccio il nostro esempio. OFG Advertising è un’agenzia di pubblicità. Il nostro target è composto principalmente da Aziende, il mercato è decisamente B2B. Analizzando tutti i nostri servizi (trovate una panoramica della nostra offerta qui e qui) si generano troppe keyword e sarebbe impensabile essere indicizzati bene per tutte. Ci siamo concentrati quindi su quelle più probabili e generiche per cominciare: “advertising agency (Milano)”, “agenzia di pubblicità (Milano)”, “agenzia di comunicazione (Milano)”. Queste sono parole chiave che in qualche modo contengono tutti i servizi che offriamo, perché molto generiche e credo che possano esaurire molte delle query di chi cerca un’agenzia di advertising (soprattutto a Milano). I risultati al momento non sono male, siamo in prima pagina per “advertising” e “comunicazione”. Per “pubblicità” siamo in 5 pagina il che significa che esistiamo solo per chi è molto, troppo paziente. Ci stiamo lavorando, vedremo nei prossimi mesi.

Quindi dopo aver inserito quelle parole per le quali secondo voi il vostro pubblico vi cerca, valutate il risultato. Se non siete (direi in prima pagina ma sarò buono) almeno entro le prime 3 pagine, lo score è da considerarsi negativo: soprattutto se non siete ben indicizzati per le parole che avete marcato con valori più alti di importanza. Finito questo semplice esercizio e tenendo in mente che le ricerche in Google e Bing non sono mai assolute ma in parte guidate dalla vostra posizione geografica (se segnalata) e in parte dal vostro stile di navigazione, traete le vostre conclusioni.

Le ultime considerazioni.

Le ultime 4 cose da tenere in mente:

  1. le parole più generiche sono tendenzialmente le più difficili da dominare perché tutti tenderanno ad occuparle. È bene in una strategia SEO differenziare lavorando su keyword meno comuni per ottenere risultati più immediati
  2. se siete in un mercato anche solo poco competitivo e non avete mai fatto attività SEO sarà molto difficile trovarvi nelle prime posizioni della SERP
  3. occupare una buona posizione per una determinata query non significa averla conquistata per sempre: è da considerarsi un successo ma non bisogna smettere. Il lavoro SEO deve andare avanti, per quella e altre keyword
  4. l’attività di SEO è:
    1. in continua evoluzione perché anche i vostri competitor si stanno molto probabilmente muovendo nella giusta direzione
    2. un processo piuttosto lungo  i cui risultati potrebbero vedersi anche dopo mesi

Luca Bizzarri