E-commerce: da che parte iniziare?

Con il post di oggi apriamo un nuovo capitolo legato ad un tema che dovrebbe ricoprire un ruolo molto importante nella vita di un’azienda che produca beni ma che in Italia non ha ancora tutto il peso che merita: il commercio elettronico. Dalla nostra esperienza e dai dati che vedremo a breve infatti l’Italia è un po’ indietro (strano?) sull’argomento ma questa volta non è necessariamente un difetto: il fatto che molte aziende infatti ancora non si siano affacciate al mondo e-commerce lascia spazio ad una grande possibilità di sviluppo. Per una volta vediamola come un’opportunità.

Prima di entrare nel merito dell’argomento, come al solito mi piace cercare di fornire dati utili a capire il panorama italiano ed europeo. Nei prossimi articoli affronteremo il tema vero e proprio, cercando di dare consigli e strumenti per valutare la propria situazione e capire, se è il caso, come procedere. Premettiamo subito che mettere in piedi un sito di commercio elettronico non è uno scherzo e non è una cosa che va improvvisata o fatta di fretta. Bisogna pianificare, investire risorse nella costruzione dei processi e allocare un budget per la costruzione di infrastrutture digitali e per sostenere a livello di comunicazione il sito. Avremo modo di parlarne più approfonditamente nei prossimi articoli.

In Italia, da 4 anni, l’e-commerce cresce con un valore superiore alla crescita generale europea, soprattutto perché c’è una forte differenza da colmare:

  1. Gli utenti negli ultimi 3 anni sono quasi raddoppiati passando da 9 a 16 milioni.
  2. Gli italiani che hanno fatto almeno un acquisto online sono il 17% contro il 44% della media europea, con ampi margini di crescita.
  3. Il fatturato delle vendite online si attesta sui 13,2 miliardi di euro nel 2014 (+17% rispetto al 2013).
  4. Il fatturato generato dal Mobile si attesta intorno al 1,2 miliardi di euro, circa il 10% del totale.
  5. La quota di fatturato derivante dall’ecommerce delle imprese italiane è pari al 6% con ampi margini di crescita.
  6. Le aziende che operano online sono solo il 6%, ma le aziende che cercano prodotti/servizi online sono state nel 2014 circa il 35%.
  7. La penetrazione del mercato Retail e è pari al 3,6%, basso rispetto alla media europea e quindi con ampi margini di crescita.

Da questo breve excursus si capisce chiaramente che ci si aspetta che il mercato e-commerce cresca ancora nei prossimi anni e che non sia troppo tardi per lanciarsi in questo “nuovo” mondo. Attenzione però, questo non vuol dire che non ci sia concorrenza: anzi in alcuni settori questa è veramente tosta per cui è bene non iniziare questa avventura senza aver attentamente valutato come si comportano i propri competitor. Inoltre il focus sul proprio business è fondamentale per il successo dell’azienda e per raggiungerlo è necessario partire con il piede giusto. Il 2014 delinea qualche trend importante in questo senso:

  1. Fruizione da mobile. Il commercio elettronico mobile sarà uno dei vettori dei prossimi anni: un sito responsive che sia di facile fruizione da ogni device è fondamentale.
  2. Export. E-commerce è sempre più il mezzo per aprire nuovi mercati all’estero a costi di gestione contenuti.
  3. Advertising. RTB e AdWords possono crescere ancora molto e la loro tecnologia consente il controllo real time di i budget e risultati.
  4. Social Media. Aumenta sempre di più il peso delle condivisioni e dei commenti, importanti sia per il SEO che per la fase di ricerca di informazioni.
  5. User Experience. Gli utenti cercano un’esperienza quando si affidano ad un e-commerce di un certo livello: non solo acquisto facile ma anche e soprattutto servizio pre e post-vendita.

Luca Bizzarri

Fonte: Osservatorio del Politecnico di Milano