E-commerce: qualche consiglio per dare visibilità al tuo sito

Oggi trattiamo un argomento piuttosto spinoso, che tutto sommato possiamo estendere per la maggior parte a diverse tipologie di siti (non solo e-commerce intendo). Tutti sappiamo quanto sia importante fare un buon SEO, in particolar modo se il nostro sito è di vitale importanza per il business come in un caso di e-commerce. Vedremo oggi i primi 4 consigli per ottimizzare il proprio negozio online.

  1. URL di pagina. Avere URL ben strutturati è un indicatore molto forte per gli spider di Google ma anche per gli utenti: infatti non solo un indirizzo ben costruito fornisce informazioni contestuali a Google per definire meglio il settore merceologico del sito e migliorare quindi l’esperienza dell’utente in fase di ricerca ma aiuta anche gli utenti a capire dove sono nella navigazione. Insomma un URL www.negozioonline.it/categoria/prodotto è più interessante di www.dominio/sku786&frt%20, no? Questo vale anche per gli URL dei post di un blog, in particolare se il blog rientra nella strategia SEO aziendale.
  2. Bricioline di pane (breadcrumbs). La segnalazione del percorso di navigazione e l’indicazione del punto all’interno della mappa del sito in cui ci si trova al momento sono segnali ancora una volta importanti per gli utenti (che navigano meglio) ma anche per Google che legge nelle briciole l’intenzione da parte del designer di rendere l’esperienza di navigazione migliore per gli utenti, intenzione che viene premiata. Inoltre ottimizzano i la bontà dei link interni. Le breadcrumbs sono importanti per il SEO ma non come gli URL di cui al punto 1, qui sopra.
  3. Descrizioni dei Prodotti. Per uscire dal piattume della media dei siti che si vedono in giro è necessario investire tempo e risorse per ottimizzare ed eventualmente riscrivere le descrizioni dei prodotti e qui dividerei i negozi online in due macro-categorie: quelli che vendono prodotti propri e i rivenditori. Sui primi direi che avere descrizioni e schede tecniche appropriate è fondamentale in ogni caso, a prescindere dal SEO. Sui secondi, spesso, le descrizioni arrivano fatte dai fornitori (o addirittura comprate su banche date di informazioni di prodotti) ma sono standardizzate per tutti i rivenditori. Google sappiamo che premia i contenuti nuovi e originali, non certo la ripetizione meccanica di testi. Da valutare in questo caso la possibilità di inserire il rel=canonical.
  4. Commenti ai prodotti. Attivandoli inneschiamo un circolo virtuoso di generazione (UGC)  di contenuti nuovi ed originali sul nostro sito, che Google apprezza particolarmente. Inoltre una buona gestione dei commenti influenza i potenziali acquirenti “indecisi” e può innalzare il conversion rate e il CTR se pensiamo che oltre la metà degli utenti preferisce acquistare in un sito in cui può leggere i commenti di altri utenti. Amazon insegna.

Luca Bizzarri