Errori SEO da evitare in un e-commerce: gestire le immagini

Googlebot, per quanto potente ed evoluto, non è in grado ovviamente di leggere il contenuto di un’immagine. Per questo motivo è necessario, affinché si possa fare SEO anche attraverso i jpg, utilizzare degli accorgimenti che vadano a spiegare a Google il significato e il contesto di ogni foto. Premettiamo che è un lavoraccio, come al solito, soprattutto se stiamo parlando di un sito con centinaia di prodotti, in particolare se sono prodotti che arrivano da un listino di una terza parte per la quale noi facciamo di rivenditori. Qui la difficoltà non solo è data dalla quantità ma anche dal fatto che solitamente un listino viene scaricato in automatico, per cui le foto dei prodotti le troviamo già all’interno del sito. Se ci aggiungiamo che questo genere di foto solitamente è di pessima qualità (questo non c’entra con il SEO, ma è comunque fastidioso) e soprattutto sono uguali per tutti i rivenditori, la cosa si complica ulteriormente.

Un consiglio che voglio darvi, anche se fuori dal contesto SEO, è legato alla qualità delle foto: più sono belle e più ci sono dettagli o varianti colore, meglio è. Questo vale sia per un ecommerce semplice, che uno complesso come quelli appena descritti: anche se avete centinaia di prodotti, provate comunque a cercare o scattare foto almeno per i vostri best-seller o per le promozioni in atto: anche se non per tutti i prodotti, almeno per quelli che convertono di più.

Quali sono questi attributi che possiamo aggiungere alle foto per renderle SEO-friendly?

  1. Alt Attribute: è il testo che viene visualizzato nel browser quando la foto non viene caricata. Allo stesso modo è quel testo che appare in sovraimpressione quando passo con il mouse sopra un’immagine. Questo è uno dei principali modi che abbiamo per far indicizzare le foto da Google nella ricerca per immagini.
  2. Nome del file: i nomi dei file dovrebbero essere parlanti, un po’ come gli “slug” delle pagine web. In questo modo il motore di ricerca potrà indicizzare l’immagine per parole con un senso (ad esempio televisore_samsung_curvo_55_pollci) e non semplicemente con “articolo 34325”.
  3. Peso del file: cosa c’entra con il SEO? Beh, se un’immagine pesa troppo rallenterà la velocità di caricamento del sito che non solo è un fattore di ranking ma, come abbiamo visto, influisce sui tassi di conversione.

Un ultimo fattore che vogliamo segnalare è la sitemap per le immagini, le cui proprietà sono riassunte nella tabella qui sotto prese direttamente dal supporto di Google

Tag Obbligatorio Descrizione
<image:image> Racchiude tutte le informazioni relative a un’unica immagine. Ogni tag <url> può contenere fino a 1000 tag <image:image>.
<image:loc> L’URL dell’immagine.
In alcuni casi, l’URL dell’immagine potrebbe trovarsi su un dominio diverso da quello del sito principale. Non è un problema, purché entrambi i domini siano stati verificati in Search Console. Se, ad esempio, utilizzi una rete CDN (Content Delivery Network) come Google Sites per ospitare le tue immagini, assicurati che il sito di hosting sia stato verificato in Search Console. Verifica, inoltre, che il tuo file robots.txt non vieti la scansione dei contenuti che desideri vengano indicizzati.
<image:caption> Facoltativo La didascalia dell’immagine.
<image:geo_location> Facoltativo L’ubicazione geografica dell’immagine. Ad esempio, <image:geo_location>Limerick, Ireland</image:geo_location>.
<image:title> Facoltativo Il titolo dell’immagine.
<image:license> Facoltativo Un URL che rimanda alla licenza dell’immagine.

Luca Bizzarri