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Interface Design: cos’è e cosa serve

Secondo Wikipedia

l’Interface design, letteralmente progettazione delle interfacce, è comunemente intesa come l’attività di progettazione dell’interfaccia utente (in inglese UI, User Interface) di un qualsiasi sistema informatico e software che dialoga con l’utente attraverso uno schermo.

Non so se si comincia un articolo con la definizione del suo oggetto ma tant’è, oggi va così. Oggi iniziamo un lungo discorso sull’interfaccia, su come disegnarla, su quali sono i principi di base cui attenersi arrivando a parlare di wireframe, progettazione e un sacco di altre cose. Nelle prossime puntate ovviamente.

Introduzione. Attenzione: in questo frangente stiamo parlando di qualsiasi tipo di interfaccia, non solo una web. Quindi consideriamo software, gestionali, fogli di calcolo e quant’altro possa avere un’interfaccia, fosse anche il computer di bordo dell’auto o il menu di navigazione delle preferenze del televisore. In linea di massima le interfacce efficaci hanno caratteristiche comuni, che già fanno da sfondo per le linee guida che vedremo più avanti. In particolare:

  1. Ok il primo punto è banale: sono belle da vedere.
  2. Perdonano gli errori: alla base c’è sempre la sensazione da parte dell’utente di avere il pieno controllo delle sue azioni sul mezzo
  3. Non consentono di perdere il lavoro: il lavoro è salvato in automatico e le opzioni undo e salva sono sempre presenti.
  4. Mostrano subito la strada per l’obiettivo: le opzioni sono sempre a disposizione degli utenti e indicano La Via
  5. Sono superficiali: che per una volta è un vantaggio. Vale a dire che non ha nulla a che fare con il funzionamento intrinseco del sistema ma consentono di interagire senza che l’utente abbia la benché minima conoscenza tecnica.
  6. Sono efficienti: svolgono una quantità di operazioni e lavoro senza che l’utente necessariamente ne segua tutte le funzioni personalmente, una per una.

Si delinea già un mondo di possibilità tra bellezza dell’interfaccia e semplicità di utilizzo: il principio di fondo è quello di semplificare la vita agli utenti abbassando al minimo la curva di apprendimento in favore della comprensione del meccanismo intrinseco del sistema che rende l’obiettivo vicino e a portata di tutti. Il classico “lo potrebbe usare anche un bambino”: questo è quello per cui l’Interface Design è diventato uno dei principali oggetti di studio dei designer. Il grande dilemma in questo caso è proprio il tradeoff tra ricchezza delle opzioni da mostrare e la semplicità: definire un numero di elementi accettabile con cui interagire senza però appesantire l’esperienza utente è solitamente alla base di prodotti qualitativamente elevati e di grande durata nel tempo.

Il livello appena descritto come “accettabile” ovviamente dipende dal contesto, dall’expertise degli utenti target nel settore, dalle loro capacità di relazionarsi con il mezzo digitale: conoscere il target e effettuare dei test di usabilità può fare la differenza tra un prodotto di successo e un prodotto che rimarrà usabile solo sulla carta.

Luca Bizzarri