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Gestire un sito e-commerce: 4 indicatori delle performance del vostro sito

Ritorniamo brevemente a parlare di e-commerce. Tanto è già stato detto in questo blog, per cui non ci dilungheremo troppo in inutili premesse: se vi siete persi qualcosa, potete trovare tutti i nostri articoli su come gestire un sito di commercio elettronico qui. Oggi, dopo qualche tempo, riprendiamo il discorso. Siete al momento senza un’agenzia digital o un’agenzia di comunicazione che vi segua i risultati dei vostri sforzi sul vostro sito? Vediamo, quali sono i 4 indicatori (KPI, Key Performance Indicators) da tenere sempre sotto mano per valutare la salute del nostro negozio online.

Innanzitutto assicuratevi di avere attivato Google Analytics (o simile): questo consentirà di impostare gli obiettivi e li terrà costantemente sotto controllo in modo tale che la situazione relativa all’andamento dell’e-commerce sia sempre aggiornata in tempo reale. Nelle prossime settimane vedremo come impostare i propri obiettivi, per il momento affrontiamo gli indicatori. Teniamo presente per il momento che per avere il pieno controllo sul proprio sito l’impostazione di Goals e E-commerce tracking nel nostro account di Analytics è imprescindibile.

  1. Costo di Acquisizione di un Cliente (che abbrevieremo con un orrendo CAC). Questo evidenza quanto ci costa ogni cliente con una semplice equazione: “CAC = CCM / CA“, cioè il costo di ogni cliente è dato dai Costi totali delle Campagne Marketing (CCM) fratto il numero di Clienti Acquisiti (CA). In altre parole, molto semplicemente, tutti i costi sostenuti per pubblicizzare il proprio sito diviso il numero di clienti che queste campagne hanno generato. Per avere sotto controllo il numero di clienti legati alle campagne dobbiamo aver preimpostato in Analytics l’azione legata all’acquisto come uno degli obiettivi.
  2. Il Tasso di Conversione (o Conversion Rate, CR per gli amici) è dato dal numero di obiettivi completati diviso il numero totale di visite. Cosa sia una conversione, lo decidete voi (un acquisto, un form compilato, un’iscrizione alla newsletter, il numero delle pagine visitate): tutte quelle azioni che un utente può compiere che per voi abbiano un valore e che valga la pena di misurare. Qualsiasi cosa sia compresa nel vostro concetto di “conversione”, e qualora vogliate tenerne sotto controllo più di una, ricordatevi di monitorarle separatamente le une dalle altre in modo da avere la situazione evidente per ognuna di esse.
  3. Il Tasso di Abbandono del Carrello (Cart Abandonment Rate) indica quante persone riempono il carrello e poi lo lasciano lì, abbandonato, senza chiudere l’acquisto e si calcola dividendo il numero di acquisti chiusi per il numero dei carrelli totali che sono stati rempiti (la formula è 1 – (Acquisti / Carrelli). Questo è un punto che approfondiremo prima o poi perché è fondamentale per il successo dell’e-commerce: sapere che in molti riempiono il carrello di prodotti e poi abbandonano il sito ci deve necessariamente far interrogare sui motivi. I nostri prodotti costano più della concorrenza o è troppo complesso il checkout? Il sito non è ritenuto sicuro o i tempi di spedizione non sono soddisfacenti? Ricordatevi che in ogni software di commercio elettronico (come Magento o Prestashop) esistono plug-in che vi aiuteranno a sollecitare coloro che abbandonano lo shopping cart.
  4. Scontrino Medio (Average Order Value), calcolato dividendo il fatturato totale per il numero di transazioni effettuate. Questo è un dato che si può facilmente estrapolare anche dalla dashboard del proprio e-commerce ma se ben impostato il tracking in Analytics è possibile filtrare secondo i segmenti preimpostati o customizzati (per dati anagrafici o per campagna di marketing ad esempio) per capire meglio il comportamento delle diverse tipologie di cliente.

Ovviamente queste evidenziate non sono gli unici indicatori utili per comprendere l’andamento del vostro sito, ma possono essere un buon punto di partenza per cominciare a capire punti di forza e debolezza.

Luca Bizzarri