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Content Distribution: comprendere il nostro target

Oggi parliamo di target e ci concentriamo sulla prima fase: studiare. Studiare come i nostri consumatori interagiscono con il nostro brand. Studiare se usano Social Media e quali. Studiare se si collegano via desktop o mobile. Studiare quali altri siti di informazione o contenuti frequentano. Studiare se sono attenti alle promozioni o a operazioni di loyalty. Insomma, prima di procedere oltre, facciamoci un’idea di chi sono e cosa fanno (digitalmente parlando). I cosiddetti First Party Data, informazioni dirette che l’azienda ha a disposizione sui propri consumatori (che si contrappongono ai Third Party Data che invece sono DB che si possono acquistare, appunto, da terze parti) ci possono aiutare ad identificare:

  1. Quali sono i consumatori che interagiscono con il nostro Brand
  2. Quali sono i nostri potenziali clienti
  3. Quali sono i consumatori che sono quasi diventati clienti (abbandonando poi il carrello, per esempio)

Queste informazioni sui consumatori ci aiutano a definire quali possono essere i contenuti da produrre e quali i mezzi giusti per veicolarli. Questa analisi più profonda ha un altro indubbio vantaggio: scavare nel mondo dei nostri consumatori per comprenderli meglio ci porta a scardinare le solite logiche con cui l’Azienda considera il mercato per aprire nuove possibilità. Considerare la diversità ci porta ad escludere i modelli di analisi dei consumatori che conosciamo già evitandoci di reiterare le nostre solite strategie permettendoci di parire la mente.

Proprio a questo proposito, consideriamo i nostri consumatori o i nostri follower con un elevato tasso di engagement. Ora pensiamo ad un ecosistema di consumatori/followers (quindi per una volta non centrato sul nostro Brand o sui nostri mezzi di comunicazione) che genera WOM tra gli amici e conoscenti che condividono gli stessi valori, interessi e status sociale dei nostri consumatori (possiamo avvalerci di strumenti come Facebook’s Advertising tool o Google Customer Match per capire come i consumatori si comportano e quali sono i loro interessi). A questo punto se mixiamo tutte le informazioni in nostro possesso, dovremmo ottenere informazioni su tutti i gruppi dell’ecosistema qui evidenziato.

Per ritornare con i piedi per terra in definitiva quello che deve essere evidenziato è che:

  1. per ogni gruppo di persone esistono dei contenuti interessanti
  2. per ogni segmento di target esistono dei (social) media interessanti
  3. ogni segmento ha abitudini e modalità di reperimento delle informazioni pre-acqusito
  4. ogni gruppo di consumatori legge o partecipa a discussioni o topic per lui interessanti
  5. ognuno di noi ha dei brand che preferisce

Si tratta di trovare il giusto mix di ognuno di questo fattori e incastrarli in una strategia di social media marketing che abbia un senso.

Luca Bizzarri